"Una cosa bella è una gioia sempr'eterna." John Keats

domenica 1 agosto 2010

Miu Miu Loves The Floral Sixties

( Freja on Vogue UK of August )


"These boots are made for walkin', and that's just what they'll do, one of these days these boots are gonna walk all over you". Erano gli anni '60 e Nancy Sinatra, figlia del grande Frank, cantava, nel 1966, questa canzone che in breve divvene simbolo dell'emancipazione femminile di quegli anni. Sempre in quel periodo, la "Pillola Contraccettiva" venne immessa sul mercato, proprio in America nel 1960, dando il via alla liberazione sessuale femminile. Gli swinging sixties, come vennero chiamati, sono stati i 10 anni più importanti del secolo scorso, in quanto per la prima volta i giovani, cuore pulsante di linfa vitale dell'epoca, non riuscendo più a sopportare le austere regole comportamentali imposte dalla società e dai genitori, si ribellavano ad esse con tutte le loro forze ( An Education ). I teenagers iniziarono a riunirsi in gruppi sempre più numerosi, nacquerò cosi le prime vere comuni (simbolo dell'epoca fu, Uschi Obermaier, la Regina delle comuni Tedesche, famosa modella ed ispirazione per i giovani del tempo ). Le comuni erano una vera e propria possibilità per la nuova generazione, di vivere all'insegna del piacere dei sensi , seguendo i prorpri ideali di Peace & Love. Grazie alla voglia di trasgredire e di cercare nuovi ideali su cui basare le proprie vite, nacquero poi negli anni '70 i movimenti Hippies più trasgressivi , assieme alla Optical e la Pop Art di Andy Warhol e Edie Sedgwick; e, grazie a questa svolta liberale, in America Harvey Milk ( interpretato nel 2009 da Sean Penn ,premiato con l'oscar ) trovò il coraggio di candidarsi, lui gay, alla carica di consigliere comunale di San Francisco, vincendo. A Londra invece era il periodo della Swinging London ( raccontata da Antonioni in Blow Up ) , lì nacquero le prime radio pirata come Radio Caroline, fondata nel 1964, che permetteva alla gioventù inglese di ascoltare 24 ore su 24 la musica rock americana, che invece la radio di stato, la BBC, trasmetteva solo per un' ora al giorno e strettamente censurata. Radio Caroline ( "I Love Radio Rock", la celebra nel 2009 ) ebbe vita breve perchè lo stato decise di farla chiudere, ma l'operazione che essa aveva realizzato nei cuori dei giovani fu destinata a non perire mai. In un momento, nel paese che avrebbe dato i natali ai Beatles ed ai Rolling Stones iniziò la vera e proria ribellione giovanile, sfociata poi nella primavera del '68, che comprendeva anche la moda della Mini-Skirt ideata da Mary Quant nel suo bazaar a King's Road. Poi arrivò il 1969 con due grandiosi avvenimenti; il 20 luglio di quell'anno l'Apollo 11 sbarcò sulla Luna ( a quanto pare ) e l'astronauta Neil Amstrong esclamò " Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo enorme per l'umanità" dando inizio cosi , sulla Terra, alla Space Era. Mentre il 15 Agosto, nello stato di New York, si tenne il più grande concerto della storia della musica moderna, "3 Days of Peace and Music", Woodstock!!!. Santana, Janis Joplin (a breve, portata sul grande schermo con Amy Adams), The Who ( che in quell' anno lanciarono il concept Film-Album "Tommy" con Anne Margaret ) , Jimi Hendrix furono alcuni dei grandi artisti che intrattennero le 500 mila persone intervenute a questo mega-evento. Ma gli anni '60 furono anche anni tragici, nel '63 venne ucciso Kennedy a Dallas, infrangendo cosi il sogno americano degli anni d'oro del decennio precedente, nel '64 divvene definitiva l'entrata in guerra degli USA nel conflitto Vietnamita, mentre Marthin Luther King nel 1963 organizzò la famosa marcia su Washington per i diritti degli afro-americani, ove esclamò "I Have a Dream" , che gli costerà però la vita, assassinato nel 1968 da un esponente del movimento Segregazionista. Assassinio che però non fu sufficiente a fermare ciò che King aveva sognato!!!.





Muse ed ispirazione :




Non c'è che dire Miuccia Prada è davvero un genio!!, infatti chi meglio di lei, o chi eccetto lei potrebbe provare ad unire e sintetizzare la moda di ben 5 decenni fa e renderla più attuale che mai, ovviamente solo lei!. Ma spieghiamoci meglio. Ad un occhio poco attento all' evoluzione della moda, l'ultima collezione Miu Miu Fall 2010/11 , che ha solcato il catwalk parigino lo scorso Febbraio, potrebbe rimandare senza ombra di dubbio solo alla grande Mary Quant ( inventrice della Mini-Skirt Pop ) e alla sua musa, la giovame parrucchiera 17enne, divenuta simbolo della Swinging London, Twiggy la Dolly Bird! , che lanciò la moda del Baby look negli anni '60; piccole Lolite ( il film di Kubrick uscì nel '62 ) alla riscossa, innocenti ma disinibite!. L'intera collezione sembra gridare Mary!!, minogonne, collant, inserti floreali a margherita ( marchio di fabbrica della Quant ) sono ciò che di essenziale si evince da questa collezione. Ma un occhio più attento saprebbe riconoscere che questa sfilata in realtà è una summa di più ispirazioni e modelli assieme. Se citassi senza spiegarvi alcuni nomi, forse vi sarebbero noti alcuni di questi designer o modelle e attrici, quali Yves Saint-Lorent, senza dubbio, ed anche Brigitte Bardot, Catherine Deneuve, Emanuel Ungaro, Valentino, Paco Rabanne, Nina Ricci, Vivienne Westwood e Sonia Rykiel, ma forse i meno noti, ma altrettanto importati, Andrè Courrèges, Edie Sedgwick, Francoise Hardy, John Bates, Marc Bohan, Biba, le sorelle Carita, Guy Laroche, Pierre Cardin o Louis Féraud potrebbero dirvi poco o nulla. Quindi lasciate che vi rinfreschi la memoria un po', molto velocemete, ritrovando i tratti in comuna tra l'ultima impresa di Miuccia e i grandi Couturier francesi e le disegners inglesi dei fantastici "Floral Sixties" !




Stili :



Tra i colori designati per l'inverno 2010 Miuccia sceglie prorpio il nero come non-colore predominante in questa collezione e parlando di anni '60, e di chi amava il nero, non si può non parlare di colui che ha rivoluzionato e stravolto per sempre la moda mondiale odierna, e che oggi come allora era considerato il più grande genio della moda moderna. Diana Vreeland ex direttrice di Vogue USA, parlando di Yves disse " Certo Chanel e Dior sono colossi della moda francese ma Saint-Laurent è un Genio!". Fu proprio nel 1962 che fondò la sua etichetta, grazie anche all'aiuto finanziario del caro compagno di una vita Pierre Bergè. Questo avvene dopo essere stato licenziato dalla Dior nel 1960, dopo due anni passati alla guida della Maison di Rue Montaigne. Alla morte di Messier Dior nel 1958 subentrò alla guida della grande casa di moda un giovane Yves, che secondo la stampa di allora seppe far proprio l'insegnamento di Christian e addirittura elevarsi sopra lo storico maestro tanto quasi da superarlo secondo alcuni. Ma la visione giovanile che Saint-Laurent proponeva del Brand, ispirata alla Rive Gauche della Senna era troppo ardita per Mr. Boussac, presidente della Dior, il quale non accettò che Yves avesse accorciato le gonne di ben 7 cm ( scoprendo le scandalose ginocchia! ). Per questo lo licenziò e lo rimpiazzò con il più duttile Marc Bohan ( abito giallo ). Comunque nella breve parentesi passata alla Dior, Saint-Laurent riuscì a gettare le basi di una leggenda, lanciando proprio nella sua prima collezione del '58 i famosi abitini a trapezio che si evolveranno poi negli anni nel famoso abito Mondrian! e recuperati da Miuccia per questa collezione, e declinati nei colori tipici degli anni sessanta il viola e l'arancio , proprio come le labbra di Twiggy! ( vedi su ). Ma il colore prediletto di Yves fu sempre il nero; neri erano i suoi "scandalosi" smoking femminili, i primi ad essere proposti nell'alta moda, e neri erano i suoi Tailleur pantalone del 1975 come anche le prime giacche di pelle effetto vernice ispirati alla gioventù Bohemien parigina di quegli anni, indossati dalla grande musa ed amica Catherine Deneuve.



Qui sopra, assieme alla grande Lollo ricoperta di pailettes floreali molto sixties, vediamo un giovane Valentino che, pur avendo fondato la sua casa di moda negli anni '50, seppe adattarisi alla moda più giovanile degli anni '60 ( come fece anche il suo collega Louis Fèraud ), senza mai scendera a compromessi di fatturato creò sempre modelli dall'estrema eleganza e raffinatezza, che però strizzavano l'occhio alla moda giovanile fatta di fiori e collant colorati, dalle stampe geometriche, che oggi la signora Prada applica alle sue borse ed alle su calze, in quest' ultima collezione, e che già Mary Quant abbinava alle sue minigonne.







Come abbiamo detto l'influenza della Quant , con la sua mini ed il cascetto alla "Beatles" a cinque punte, e l'influenza di Twiggy, con il suo stile giovane e floreale, su questa collezione Miu Miu è evidente, ciò è dovuto all'aria Baby-doll che trasudano le modelle di Miuccia.

La moda della stilista inglese puntava sulla riscoperta della giovinezza, ideata per degli eterni "bambini sperduti" alla Peter Pan, per sempre giovani, per sempre belli e sempre arrapati, si perchè il motto e lo scopo della moda di Mary era "The Sex" come lei stessa affermava dal suo Bazaar in Kings Road aperto nel 1955.La moda della Mini e dei giovani du Carnaby Street non ci mise molto ad essere amata anche dalle grandi peronalità pubbliche del tempo,soprattuto dopo che nel 1962 Vogue decise di pubblicare una foto che ritraeva il famoso store di "Foale & Tuffin" di giovani stiliste seguaci di Mary Quant che proponevano i famosi "Fun dress" tipici di uno stile giovane e spensierato. Fu conquistata subito dalla Minigonna, Jackie Kennedy, simbolo dello stile anni '50, la quale fece scandalo quando ne indossò una nel '66 in compagnia di Aristotele Onassis, famoso armatore. Assieme alla Mini spopolò il logo della Quant, la famosa margherita o pratolina a cinque punte applicata ovunque nel guadaroba femminile e copiata poi da tantissimi stilisti suoi contemporanei, tra cui Bohan e Ungaro; ornamento giunto fino ad oggi, e presente su tutti gli accessori Miu Miu, dalle borse alla scarpe ed addirittura ricamato su alcune calze. Non dimentichiamo però il notevole apporto di uno dei più creativi ed innovatori designers degli anni '60, che visse a pieno l'epoca sfavillante e psicadelica della Swinging London, cioè John Bates, che a detta di molti compete con Quant e Courrèges per la paternità della ormai super contesa Mini!!!. Fu tra i primi a lanciare la moda degli abiti floreali col pizzo e ad abbinare lo stile floreale della gioventù con lo stile adulto degli anni '50.





I ragazzi non dovevano mai apparire vecchi, quindi bisognava colorarsi dei più vivaci colori, comprese calze e scarpe, e soprattutto indossare fiori, simbolo di vita, ribellione e giovinezza in risposta alla guerra del Vietnam. Fiori di pezza erano quelli della Quant che negli anni '70 con la nascita del movimento Hippie saranno sostituiti da fiori veri. Simboli di questa ritrovata voglia di vivere divennero la giovane modella Twiggy ( "bastoncino" di 45kg ) a Londra, che grazie alla grande richiesta del suo viso da porre come testimonial di vari prodotti e collezioni, in quegli anni, pur avendo iniziato a soli 17 anni a lavorare come cover-girl, riuscì 19enne ad andare in pensione!!! e dedicarsi alla sua cariera di attrice che la portò ad avere una piccola parte nel film cult "The Blues Brothers". Mentre invece, in America, simbolo di questa ribellione divenne la grande musa di Andy Warhol e Bob Dylan, che le dedico una canzone "Just Like A Woman", la regina della scena Under-ground Newyorkese, interpretata nel 2006 da una sublime Sienna Miller in "Factory Girl" e da Madonna nel video di "Deeper and Deeper", l'unica e irripetibile, Edie Sedgwick. La giovane Edie, pienamente assorbita dalla Factory del padre della Pop-art, Andy, si faceva consigliare in tutto e per tutto dai discepoli di Warhol, tra questi vi era la poliedrica e scatenata Betsy Johnson, ai tempi ancora poco nota, oggi un guru della moda americana e simbolo della libertà che si respirava nella New York dei "Velvet Underground", glitterata ma sbalorditiva. Sia Twiggy che Edie riuscirono ad anticipare i tempi e, pur essendoci un oceano a dividerle, entrambe lanciarono per prime la moda floreale negli anni '60. Nel 1970 poi Mary disegnerà l'antesignana della odierna Barbie cioè la Daisy-Doll , dando così vita alla vera bambola simbolo d'ispirazione della sua moda, corredata di vestitini su misura disegnati da lei stessa; intanto in Italia, sull'onda del Baby-Look o Doll-Look, Patty Pravo riesce a filtrare i venti che vengono dall'estero e nel 1968 presenta a Canzonissima " La Bambola" di cui il video ufficiale risale solo al 2008 ,riarrangiata per l'occasione, in pieno London-Style (Amy Winehouse)!!!



L'amore per il floreale era già nato da Miu Miu, nella scorsa campagna Fall/Winter 2009 in cui le Stockings o calzettoni delle modelle portavano applicati motivi floreali in perline e paillettes. Ispirati chiaramente a Edie Sedgwick e alle calze stampate di Mary Quant.



Se vi chiedessero chi ha inventato la mini-gonna chiaramente, distinto, verebbe da rispondere Mary Quant, ma ci sono alcuni che ritengono invece che, chi ha davvero lanciato la mini nell'alta moda sia stato Andrè Courrèges, che nel 1964 lanciò la sua seconda collezione, dopo la prima del '63, composta da mini-skirt e abitini a trapezio sull'ondata delle novità di Yves Saint-Laurent. La Quant in risposta alle rivendicazioni di Courrèges sull'invenzione della mini arrivò ad affermare che per lei "Le vere creatrici della mini sono le ragazze, le stesse che si vedono per la strada". Come se non bastasse fu sempre Courrèges a sdoganare la famosa margherita di Mary nel mondo dell'alta moda!!!. In questa ultima collezione di Miuccia Prada, sembrano essere molte le citazioni ed i rimandi fatti al grande designer francese discepolo di Balenciaga. Concentrato sulla tecnologia ed il futuro, Andrè creò una moda innovativi per i suoi tempi, tanto da lanciare nel '69 il cosidetto stile spaziale o Space-Era. Quest'uomo così innovativo tanto da causare l'ira di Mademoiselle Coco che di lui disse " Quest'uomo vuole distruggere la donna, annullare le sue forme e trasformarla in una bambinetta!". Tra le sue clienti più affezionate ci fu la grande cantate francese Francoise Hardy che indossò spesso i suoi capi molto giovanili e sportivi; qui sotto la vediamo indossare una gonna bianca di Courrèges con orlo floreale, proprio come lo sono gli orli della collezione Miu Miu di quest'anno. Quando si dice Flower-Power!!!


Uno degli ornamenti preferiti di Andrè, e di Miuccia per questa collezione, sicuramente è il fiocco Bon-Ton, questo genere di orpello, tipico dei giubbotti anni '50, quindi tipico della vecchia generazione tutta infiocchettata e ordinate, quale era la generazione dei genitori dei giovani degli anni '60 , divenne nella moda giovanile del tempo un emblema di liberazione e ribellione da appuntare ovunque sul corpo. Non aveva più quel valore austero, tipico delle uniforme scolastiche delle scuole private cattoliche, ma prendeva un nuovo significato, veniva quasi sbeffegiato, forse demolito del suo significato per sminuirne il valore simbolico che fino ad allora aveva avuto . Diventava cosi, eccessivo, cioè o molto grande quasi clownesco portato al collo, o se ne vedevano molteplici che si susseguivano sulla punta e sui lacci delle scarpe delle giovani, quasi a voler calpestare ciò che fino a prima aveva voluto significare, cioè ,austerità e rigidità. Il "Fiocco Bon-Ton" nero, visto al collo di Romy Schneider in "Ragazze in Uniforme" rappresentava un simbolo di costrizioni, di obbedienza alle vecchi regole patriarcali e sociali, che Romy nel film cerca di scavalcare intraprendendo una relazione lesbo con la sua istitutrice scolastica. Forse proprio questo film, considerato il primo film a tematica saffica, diede il via alla sdrammatizzazzione del fiocco, elevandolo a simbolo di prostesta giovanile, contro un mondo , come spesso si dice, "infiocchettato" nelle apparenze. Non bisogna dimenticare inoltre che prorpio a Parigi, coloro che contavano davvero, già negli anni '20 erano soliti ritrovarsi nei salotti di famose scrittrici lesbiche, come Gertrude Stein amica di Picasso, Man Ray, Matisse, Hemingway e Scot Fitzgerald, la cui casa venne definita, grazie ai doni dei famosi amici " La migliore pinacoteca moderna D'Europa". Mentre negli anni '60 divvene famosa la scrittrice Francoise Sagan, famosa esistenzialista amante dei capi di Guy Laroche, ed erede ideale di Colette, che intrattenne relazioni bisex con famose attrici e scrittori americani, tra cui Truman Capote ed Ava Gardner !!! .

Famosi sono i cappellini da tennis o da Cowboy ( abbinati ad abiti in trame a rete floreale ) di Courrèges con chiusura a fiocco Bon-Ton, un esempio famoso è quello di Audrey Hepburn che ne indossa uno da vigile (alla moda col tempo) nel film "Due per la Strada" del 1967, film nel quale la Hepburn è vestita dagli stessi Mary Quant e Paco Rabanne .

Infondo il simbolo del fiocco quale simbolo di purezza e rispetto dovuta ai genitori è un tema che trascende il tempo, ne è un esempio il film del 2009 " Il Nastro Bianco" ambientato in una Germania pre-nazista dove i giovani sono puniti con l'indossare il fiocco simbolo di purezza e monito di castigo da parte dei genitori. Punizione che condurrà poi questi giovani ad utilizzare questo simbolo di purezza, come marchio ( stella di David ) di riconoscimento, punizione e colpa contro gli ebrei deportati nei lager. Ogni generazione ha i suoi simboli da distruggere e da infangare, i nastri sono stati uno di questi nella storia umana, fino a risorgere nei giorni nostri quali simboli per campagne umanitarie contro malattie e discriminazioni sociali.




Negli stessi anni di Courrèges ( assieme nel '69 lanceranno la Space-Era ), il grande stilista Veneziano Pierre Cardin nato Pietro Cardin, che negli anni '50, trasferitosi a Parigi, aveva imperato sulla moda francese assieme a Dior e alla Schiapparelli, addirittura arrivando a vendere a 200 mila franchi un abito!!!, trovò la sua vera Eldorado negli anni '60. Fu uno degli stilisti più innovativi del suo tempo, il primo ad avere rapporti con Cina e Giappone e nel 1958 lanciò la prima linea unisex, associando uomini e donne in uno stile comune, ciò gli valse il merito di essere ricordato come uno dei primi stilisti d'avanguardia della Haute Couture Francese. Ma non si accontentò solo di questo, fu anche il primo a lanciare una vera e propria sfilata di Preat-a-porter, prima ancora che ready-to wear fosse tradotto in francese!!! Per questa sua lungimiranza fu allontanato dalla Chambre Syndicale de l'Haute Couture che però qualche anno dopo, difronte all' evidenza dell'espandersi della moda "Pronta da Mettere" lo riaccolse a braccia aperte!!!. Come si può notare dal video postato sulla Space-Era di Cardin, molti sono i punti in comune con la moda Miu Miu di quest'anno, le grandi fibbie ed inserti in metallo, le linee destrutturate di abiti a trapezio e giacche, l'uso dei colori tipici come già detto, viola ed arancio assieme al nero, ed anche gli sbuffi dei pantaloni stretti fino alla caviglia che si aprono poi a campana fino a ricoprire le scarpe ovviamente abbinati a mini-gonne.





Non dimentichiamoci che simbolo per eccellenza della moda giovanile anni '60 per la moda francese al cinema, fu la sola vera erede europea di Marilyn, la grande BB, cioè Brigitte Bardot. Quale simbolo della moda giovanile la Bardot vestiva solo i più importanti capi delle più innovative griffe francesi tra cui gli abiti di Pierre Balmain e di Louis Fèraud e disdegnava la vecchia scuola sartoriale, infatti quando Chanel si offrì di curarle il guardaroba Brigitte rispose " E' roba da vecchi!! la tua"; l'eleganza era l'ultima cosa che le ragazze volevano. Ma ciò che la resa davvero celebre fu la sua fantomatica capigliatura bionda raccolta in una "Coda di Cavallo"! o Ponytail, creata per la prima volta prorprio per la famosa attrice francese, seguita nella cura del suo look, dalle famose sorelle Carita, celebri Hairstylist ed esperte di bellezza, ubicate nella più celebre via dello shopping parigino Rue De Faubourg St Honorè. Dal loro salone lanciarono mode tutt'oggi copiate ed imitate come il famoso Chignon che fecero a Maria Callas e appunto la coda di cavallo alla Bardot portata ancora da famose attrici quali Nicole Kidman, Angelina Jolie o Drew Barrymore. Famoso è il loro restyling compiuto sulla allora studentessa, Farah Diba futura imperatrice di Persia. Miuccia per la sua collezione non poteva che scegliere di far sfilare le sue modelle con code di cavallo colorate che ci ricordano molto lo stile giovane e scanzonato di BB.




Veniamo ora finalmente a parlare della tanto acclamata campagna pubblicitari Fall/ Winter 2010/11 curata ,come già altre volte nella storia delle adv di Miu Miu, da Mert Alas e Marcus Piggott, gli stessi che hanno realizzato per Interview Magazine le foto del servizio fotografico realizzato con Madonna nel Maggio di quet'anno. Qui vediamo i due fotografi ritrarre le modelle, Lindsey Wixson, Siri Tollerod, Ginta Lapina e Daphne Groeneveld mentre posano abbastanza staticamente davanti all'obbiettivo fotografico, perse in abbracci e coccole pseudo-lesbo assai tipiche degli anni '60, truccate alle Penelope Tree e pettinate alla Bardot. Tutti gli scatti sono stati scattati negli studi, guarda caso, di Londra!. Ma la vera chicca è il video promozionale di questa collezione, realizzato dagli stessi fotografi, ma con un concept completamnete diverso, qui c'è vita!!!. Le ragazze si divertono, metre sono riprese dalla videocamera con effetti Pop-art; ogni modella assume il colore del proprio abito. Giocano, ballano sulle note di "Generation of Love" by Boy George e ridono, mentre si fanno fotografare in una Cabina-fotografica ( la prima in Italia arrivò nel 1962 ), come quattro amiche in vacanza o in una versione meno sexy e più naive della celebre modella ( sopravvissuta ai lager nazisti ), Veruschka nel film di Antonioni "Blow Up". Molto Bohemien molto psicadelico, quindi molto Sixties! Eccovi le immagini della Adv ed il video della campagna Fall 2010/11 :













Visionando però gli scatti della Adv Miu Miu si notano però dei pezzi che non hanno sfilato a Parigi, ma che chiaramnete sono stati aggiunti successivamente all'interno della collezione per renderla ancor più parte della Swinging London, infatti appaiono gonne e giubbotti in tartan colorato molto British, chiara allusione allo stile di una delle disegner più controverse e trasgressive, che nel 1970 aprì assieme al marito, Malcom Mclaren ( manager dei Sex Pistol ) la sua prima boutique nel West End chiamandola "Sex", ovviamento non possiamo che parlare di sua altezza Vivienne Westwood, colei che ha creato la moda punk con legami al folklore scozzese. Miuccia sembra aver apprezzato il tipico tartan scozzese tanto da applicarlo sulle sue mini-skirt.



Per concludere rivediamo i pezzi più interessanti della sfilata Fall 2010/11 di Miu Miu ; come abbiamo già visto questa sfilata è stata un omaggio alle più disparate ed interessanti tendeze fashion che il panorama dei "Naive" anni '60 aveva proposto, con il suo look fanciullesco e sognatore, che però celava dietro l'angolo l'esplosione sessuale. Non solo Mary Quant e Twiggy hanno contribuito a dare a Miuccia Prada una vasta gamma di abiti d' archivio dal quale ispirarsi, ma anche un altra signora della moda ha dato il suo contributo storico a questa collezione, parliamo di Sonia Rykiel, che fondò la sua etichetta a Parigi proprio nel 1962, la regina della Maglieria, che in questi anni, conforme all'emancipazione sessuale femminile lanciò alcuni abiti con un generoso spacco anteriore che giungeva fino all'ombelico, avvolgendo però i seni in una fascia elastica che spaccava a metà la scollatura; molto provocante molto Sonia!!! Sempre conforme allo stile della Swinging London Miuccia ci regala uno pseudo revival della Londra di Antonioni , raccontata in "Blow Up", dove modelle come Twiggy, la contessa-modella Veruschka, Jean Shrimpton o Penelope Tree, assieme alle dive del cinema ancora in auge tra cui Audrey Hepburn in "Sciarada" o "Due per la Strada" divennero le icone di stile di quegli anni eccentrici ed innovativi, che tutt'oggi ricordiamo. Fu proprio grazie a film come "Sciarada" del 1963, che si lanciò la moda dei cappotti oversize arancio di Givenchy indossati dalla Hepburn, oppure fu proprio grazie a "Due per la Strada" del 1967, che la stessa Mary Quant riuscì a sfondare nel mondo del cinema, vestendo l'eterea Audrey, che nel film si concede anche a capi metallici di Paco Rabanne, che nel '68 diverrà famoso per aver curato le provocanti e lascive mise di Jane Fonda in "Barbarella". I fiori a forma di margherita applicati in stoffa ed in metallo sugli abiti Miu Miu sembrano alludere prorpio agli inserti di metallo lucidi di certe creazioni di Rabanne. Per finire non si può non notare la particolarità di queste mini-gonne rialzate a corolla floreale che tanto ci ricordano un mito della tv per l'infazia degli anni '60, la simpatica Jane Jetsons del celebre cartoon "The Jetsons", creato nel 1962 sulla scia della corsa allo spazio tra Usa e Urss. Ultimo acceno speciale va fatto per la collezione Sunglasses Miu Miu in cui le dimensioni e le forme sembrano tanto ricordare le lenti oversize e squadrate di Nina Ricci, amate dalla ex-first lady americana, Jaqueline Kennedy Onassis tra le prime fan importati della moda Sixties, più volte vista indossare Midi-skirt abbinate alle stampe psicadelice di Emilio Pucci!.




E se Miranda Priestly , ne "Il Diavolo veste Prada", affermava molto sarcasticamente, " Floreale ?, per la Primavera..... avanguardia pura....!" Certamente questa volta invece sarebbe stata concorde nel definire questa ventata natural and floral-glitter, per l'inverno 2010, una vera e propria Secessione Pradese!!!.






Nessun commento:

Posta un commento